Lo stabilisce la sentenza n. 9553 pubblicata il 10 marzo 2021 dalla Seconda Sezione penale della Corte di Cassazione che considera penalmente rilevante per l’integrazione del reato di frode assicurativa ex art. 642 c.p. la sottoscrizione di una polizza auto attraverso dichiarazioni inesatte

La motivazione della corte di Cassazione

Il principio evocato dagli ermellini e che: «…l’art. 642 cod. pen. punisce chiunque falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione e, vista la mancanza di qualsiasi specificazione della norma, non si vede perché la falsificazione di cui si parla debba essere soltanto materiale e non anche quella ideologica; del resto il legislatore quando, ha inteso distinguere la falsità materiale da quella ideologica, lo ha fatto espressamente (cfr. reati di falso dall’art. 476 in avanti)». La Corte aggiunge anche «che non si comprende per quale ragione dovrebbero essere sanzionati soltanto i falsi materiali e non anche quelli ideologici, che spesso sono ancora più insidiosi».